Impregnazione motori elettrici: la partnership con Tecnofirma
In un mercato automotive in piena transizione verso l’elettrico, la capacità di adattarsi rapidamente non è un’opzione, ma una necessità . La collaborazione storica tra Tecnofirma, leader negli impianti industriali, e Bosch Rexroth, esperta in automazione e motion control, ha creato una nuova generazione di linee. Queste linee servono per il trattamento di impregnazione dei motori elettrici. Una soluzione basata sul co-design che trasforma la flessibilità , la scalabilità e la riconfigurabilità in un vantaggio competitivo decisivo.
Dall’endotermico all’elettrico: un’evoluzione che richiede nuovi paradigmi
Il passaggio dal motore tradizionale a quello elettrico ha rivoluzionato non solo il prodotto finale, ma l’intero processo produttivo. A differenza del suo predecessore, il motore elettrico evolve in modo continuo e rapido. Cambiano materiali, dimensioni, design e cicli di lavoro.
Per costruttori di impianti come Tecnofirma, questa dinamica rappresentava una sfida cruciale. Come si può garantire efficienza e competitività se le linee di produzione rischiano di diventare obsolete in breve tempo? La risposta è stata trovata abbandonando l’idea di impianti statici in favore di sistemi modulari, flessibili e riconfigurabili, capaci di evolvere insieme al prodotto. È in questo scenario che la collaborazione con Bosch Rexroth è diventata strategica.
La soluzione: assi cartesiani e motion control per linee di impregnazione modulari
Bosch Rexroth, già partner di riferimento per l’automazione, ha fornito la tecnologia di motion control ideale per realizzare la visione di Tecnofirma. L’integrazione di sistemi di assi elettrici cartesiani, attuatori e soluzioni di controllo ha permesso di creare moduli di lavorazione precisi, compatti e, soprattutto, flessibili.
Come spiega Francesco Goi, General Manager di Tecnofirma, “Il nome Bosch Rexroth è una garanzia per i nostri clienti. È sinonimo di affidabilità , performance e riconfigurabilità . E questa fiducia si traduce in vantaggio immediato nella scelta delle soluzioni.”
Il processo di impregnazione degli statori è stato suddiviso in tre fasi principali, ognuna gestita con la massima precisione dagli assi cartesiani Bosch Rexroth.
Fase 1 – Riscaldo a induzione
Per preparare lo statore al trattamento, è necessario portarlo a una temperatura di circa 120 °C. Gli assi cartesiani azionano i sistemi di riscaldo a induzione. Il processo si completa in soli due minuti, un sistema tradizionale ad aria calda richiede invece circa un’ora. La rapidità e la precisione del movimento sono essenziali per garantire uniformità termica.
Fase 2 – Impregnazione con resina
Questa è la fase cruciale in cui una resina isolante viene applicata nei punti precisi dello statore. Gli assi cartesiani gestiscono il posizionamento di batterie di ugelli (fino a 10 assi per modulo) che operano in parallelo su più pezzi contemporaneamente. La sfida è ottenere movimenti leggeri, fluidi e perfettamente ripetibili, garantendo un’applicazione omogenea della resina.
Fase 3 – Verniciatura a polvere
Dopo il trattamento, gli statori vengono immersi in una vasca di polvere in sospensione. In questa fase, gli assi cartesiani devono controllare con precisione l’immersione e la rotazione dei carichi. I carichi possono superare i 100 kg e devono garantire movimenti fluidi e controllati.
I vantaggi di una soluzione co-progettata
L’approccio di co-design tra gli uffici tecnici di Tecnofirma e Bosch Rexroth ha permesso di andare oltre. Non si è trattato solo di fornire componenti. Insieme, hanno sviluppato una soluzione integrata con caratteristiche innovative.
- Flessibilità modulare: ogni modulo (induzione, impregnazione, verniciatura) può essere spostato, modificato o riutilizzato su un’altra linea. Questo permette al cliente di riconfigurare l’impianto da solo e in tempi minimi.
- Sostenibilità economica: La modularità evita costosi riattrezzamenti o la dismissione di macchinari funzionanti. Gli impianti possono essere riutilizzati per tutta la vita del prodotto, con un risparmio economico e tempi di riconversione ridotti a zero.
- Precisione e capacità di carico: Gli assi combinano estrema precisione di posizionamento con la capacità di movimentare carichi pesanti, adattandosi a ogni fase del processo.
Uno sguardo al futuro: ancora più efficienti, compatti e sostenibili
Oggi le linee modulari Tecnofirma, alimentate da soluzioni Bosch Rexroth, sono utilizzate dai principali OEM e Tier 1 europei, confermando il successo di questo approccio.
La collaborazione prosegue con l’obiettivo di rendere i sistemi ancora più compatti, competitivi e sostenibili, riducendo costi e footprint senza sacrificare la flessibilità . Come sottolinea Francesco Goi, “la flessibilità resta la chiave, ma oggi va tradotta anche in efficienza e contenimento degli spazi. È l’evoluzione naturale di un percorso che non si è mai fermato.”
Sei interessato ad approfondire le specifiche tecniche dei sistemi di assi cartesiani utilizzati in questo progetto? Visita la pagina contatti sul nostro sito.