Champalle, azienda del gruppo ALCEN, progetta e produce presse speciali, utilizzate in particolare per la formatura e la compressione di polveri durante la produzione di combustibili nucleari o ceramiche tecniche. L’azienda è riconosciuta per la precisione e la sicurezza delle sue presse, inoltre in Francia è una delle poche a produrre sia presse sia scatole a guanti integrati che proteggono gli operatori dall’esposizione ai materiali utilizzati. Sempre alla ricerca di sviluppi tecnologici per rendere le presse ancora più sicure ed efficienti, Champalle è uno dei pionieri della rivoluzione elettroidraulica guidata dalla nuova generazione di centrali idrauliche Bosch Rexroth.

Design compatto: volume dell’olio dimezzato

Riduzione volume dell'olio

Negli ambienti critici in cui le presse Champalle sono chiamate a lavorare, la diminuzione del volume dell’olio riduce il rischio di incendi e di interazioni con alcuni elementi ionizzanti. “Grazie alle unità CytroBox, abbiamo dimezzato il volume dell’olio della nostra ultima pressa da 800 tonnellate. Ora sono solo 320 litri, il che riduce drasticamente il carico di calore”, spiega Christophe Burgun, direttore tecnico di Champalle. E aggiunge: “Eliminare metà del volume dell’olio non è irrilevante anche in termini di costi, soprattutto quando si deve lavorare con fluidi particolari e quindi molto costosi.”

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Connected Hydraulics: 4 elementi che cambieranno la produzione

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Connected Hydraulics: 4 elementi che cambieranno la produzione

Una significativa riduzione del rilascio di calore 

Riduzione del rilascio di calore 

Gli azionamenti pompe a velocità variabile associate alle unità CytroPac e CytroBox forniscono la giusta potenza sulla base delle necessità. Di conseguenza, quando la pressa non è in uso, il riscaldamento del fluido è molto limitato.

“I rapporti sul rilascio di calore che abbiamo effettuato mostrano che con questi nuovi impianti non è necessario installare ulteriori bocchette di raffreddamento o sistemi di condizionamento dell’aria”, specifica Christophe Burgun.

Intelligenza e connettività: miglior monitoraggio dell’impianto

Monitoraggio dell'impianto

Le soluzioni CytroPac e CytroBox di nuova generazione sono unità connesse. Sono dotate di sensori e sono in grado di trasmettere informazioni tramite la rete multi-ethernet, che semplifica il monitoraggio delle condizioni e offre maggiori possibilità in termini di gestione dei pre-alert.

I dati dell’impianto possono essere utilizzati in software di analisi di terze parti per sviluppare modelli di manutenzione predittiva, aumentare la durata dei componenti e ridurre i tempi di fermo”, spiega Emmanuel Savoyat, esperto di elettroidraulica presso Bosch Rexroth.

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Idraulica Industriale: il futuro

Idraulica Industriale: il futuro. Da dinousauro a unicorno dorato

La sicurezza delle presse non è l’unica risorsa dei pannelli di controllo CytroPac e CytroBox, che infatti si distinguono anche per l’ingombro minimo, il basso livello di rumorosità e la facilità d’integrazione. “Basta guardare questi impianti per vedere quanto sia innovativo il concetto”, spiega Christophe Burgun. “L’ingombro è da 2 a 3 volte inferiore a quello di una centrale convenzionale. Concretamente, sulla nostra ultima pressa da 800 tonnellate, CytroBox occupa meno spazio di un impianto tradizionale su una pressa da 500 tonnellate. Queste nuove unità sono per così dire Plug & Play, ossia progettate per essere installate in modo più semplice. Infatti, basta collegare l’alimentazione, il fluido e l’interfaccia dati. Infine, sono notevolmente più silenziose rispetto alle unità idrauliche classiche, aspetto importante per gli operatori che trascorrono le giornate nelle immediate vicinanze delle macchine.”

“La nostra collaborazione con Bosch Rexroth ci ha permesso di essere pionieri in questo importante sviluppo tecnologico, grazie al quale possiamo migliorare la flessibilità dell’idraulica. Gli esperti Rexroth ci hanno supportato nel dimensionamento e nella progettazione della nostra nuova architettura idraulica, dimostrando grande competenza, disponibilità e reattività”, conclude Christophe Burgun.

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